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Dipendenza

Dipendenza da gioco

1 – Riconoscila

Gli indizi che possono aiutare a riconoscere una situazione di gioco problematico riguardano comportamenti quali :

  • mentire alla famiglia
  • reagire in maniera irragionevole ed aggressiva se qualcuno menziona il gioco, o minimizzare il problema
  • agitarsi e irritarsi quando non ha denaro in tasca
  • farsi prestare i soldi da parenti e amici

e ancora… notare che la persona

  • è eccessivamente assorbita dal gioco d’azzardo
  • ha bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l’eccitazione desiderata
  • ha ripetutamente tentato con insuccesso di controllare, ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
  • è irrequieta o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
  • gioca d’azzardo per sfuggire a problemi
  • dopo aver perso denaro al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora
  • ha messo a repentaglio o ha perso una relazione significativa, il lavoro o opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo
  • fa affidamento sugli altri per reperire denaro o per alleviare una situazione finanziaria disperata causata dal gioco d’azzardo.

2 – Conoscila

Una conseguenza preannunciata

Tanta offerta di gioco, lasciata proporre con pubblicità accattivanti e fuorvianti, ha come effetto non solamente l’ aumento dei volumi di danaro giocati e degli utili dell’ industria del gioco, ma ovviamente anche l’ estensione ad una platea di individui sempre più vasta e al conseguenze aumento del numero dei giocatori. Un aumento che, come si legge in altre aree del sito, trova terreno fertile soprattutto nelle fasce socialmente e culturalmente più deboli.

Un’estensione che, andando inevitabilmente ad intercettare anche quei soggetti “inconsciamente predisposti” alla dipendenza da gioco d’azzardo, ha come effetto finale l’aumento, di fatto preannunciato, del numero assoluto di giocatori patologici e della percentuale del rapporto giocatori sociali/giocatori con dipendenza.

La dipendenza dal gioco d’azzardo è classificata tra quelle comportamentali, ossia non legate al consumo di sostanze psicoattive, che presenta però meccanismi del tutto simili a quelli riscontrabili nelle dipendenze da sostanza.

Si tratta quindi di una dipendenza subdola, un “male oscuro” appunto, perché non si manifesta con alterazioni dello stato fisico che ne segnalino la presenza, tanto che il giocatore stesso sovente non ne ha la percezione, pur sentendosi in una sorta di labirinto dal quale non riesce ad uscire.

Caratteristiche principali di questa dipendenza sono :

  • forte desiderio di giocare
  • difficoltà a controllare l’ impulso al gioco
  • sintomi di astinenza quando non si può giocare
  • bisogno di aumentare costantemente le puntate e i rischi per mantenere elevata la

condizione emozionale e di eccitazione

  • dare precedenza al gioco rispetto ad altre attività e altri obblighi
  • continuare a giocare nonostante le conseguenze negative

Nel corso dello sviluppo della patologia i giocatori sperimentano tensione che si manifesta con sentimenti di ansia ed irritabilità quando non giocano; questo li spinge ad andare a giocare per trovare sollievo.

I tratti personologici individuati come fattori di rischio per contrarre il gioco d’azzardo patologico sono soprattutto la depressione, l’impulsività e la ricerca di sensazioni forti.

I principali fattori di rischio possono essere suddivisi in tre categorie:

  • Familiarità/genetica
  • Legami di attaccamento
  • Comorbilità psichiatrica (depressione, disturbi bipolari, d’ansia, ecc.)

 Di queste tre categorie non viene fatta qui una disamina poiché essa è materia dei nostri corsi di formazione per psicologi e psicoterapeuti.

La fenomenologia di questa dipendenza è suddivisa in due stadi, “ discendente” e “ascendente”. In entrambi gli stadi si registrano tre fasi.

Nello stadio discendente si ritrovano:

  • quella “vincente”, caratterizzata da una grossa vincita, dall’ eccitazione , dall’ aumento delle somme e delle ore destinate ai gioco
  • quella “ perdente”, caratterizzata dal gioco solitario, dalle perdite, dalla negazione del problema e dalle menzogne, dai tentativi di controllo (solitamente fallimentari), dai problemi familiari e dall’ incapacità di risarcire i debiti contratti.
  • quella “della disperazione”, caratterizzata dall’ aumento del tempo impiegato e del denaro immesso nel gioco, dall’ allontanamento dalla famiglia e dagli amici, dal panico e (sovente) dalle e azioni illegali

A quest’ ultima fase segue il segue il crollo emotivo con pensieri suicidari, possibili arresti, divorzio, abuso di alcool

Lo stadio ascendente presenta :

  • la fase critica, quando il giocatore riesce a chiedere aiuto per interrompere l’attività di gioco,
  • la fase di ricostruzione, dei rapporti familiari e del rispetto di sé
  • la fase di crescita, con l’ assunzione di un atteggiamento più attento agli altri e di un nuovo stile di vita

Le maggiori conseguenze psichiche e fisiche per un giocatore d’azzardo patologico possono riguardare:

  • disturbi di concentrazione o rendimento, ansia, insonnia
  • depressione, stati d’ angoscia
  • cambiamenti della personalità (per esempio perdita del senso della realtà e dell’interesse per altri temi)
  • sviluppo di una dipendenza da droghe
  • aumento costante del consumo di alcool, tabacco e medicamenti con relativo rischio di instaurare una dipendenza da queste sostanze
  • aumento del rischio di suicidio<
  • inappetenza
  • sudorazione eccessiva, tremori, agitazione motoria
  • disturbi gastrointestinali
  • problemi sessuali

A queste possibili conseguenze si possono aggiungere

  • le difficoltà finanziarie
  • l’ isolamento sociale
  • le difficoltà nel rapporto di coppia, in quello della famiglia
  • la perdita del lavoro
  • le conseguenze di eventuali atti illeciti commessi per procurarsi danaro

3 – Terapia

Il controllo della compulsione

Come per quasi tutte le dipendenze, e per quasi tutte le scuole di formazione psicoterapeutica, la “guarigione” dalla dipendenza è data dall’acquisizione della “capacità di tenere sotto controllo la compulsione, il desiderio” (disattivazione del comportamento patologico).

Come in tutte le patologie, anche per la dipendenza da gioco d’azzardo il passo verso la terapia è il riconoscimento e l’ accettazione della “condizione di malato”.

Ma, se per la più parte delle malattie e delle dipendenze questa condizione è facilmente riconoscibile e palese, per la dipendenza da gioco d’ azzardo questo riconoscimento è particolarmente problematico, sia per la mancanza di sintomi fisici evidenti sia per il comportamento menzoniero del giocatore.

E’ questa la condizione più difficile da ottenere; le cause che la determinano e le tecniche per raggiungerla sono oggetto dei corsi di formazione proposti nel sito a psicologi e psicoterapeuti.

Esistono comunque dei “segnali” molto indicativi dello stato di problematicità che possono aiutare giocatore e familiari a far riconosce e ammettere di avere il problema; eccone, qua di seguito, una breve check list:

  • ha mai tolto tempo al lavoro o alla scuola per giocare d’azzardo?
  • il gioco è mai stato causa di tristezza domestica?
  • ha mai sentito rimpianto dopo aver giocato?
  • ha mai giocato d’azzardo per restituire debiti o mitigare crisi finanziarie?
  • il gioco ha mai causato un abbassamento dell’ambizione o produttività?
  • sconfitto al gioco, sente l’impeto di recuperare all’istante quanto ha perso?
  • dopo una vincita, vorrebbe vincere ancor di più?
  • gioca spesso fino all’ ultimo spicciolo?
  • prende mai danaro a credito per finanziare il gioco?
  • ha mai dato via qualcosa per finanziare il gioco?
  • è mai stato riluttante a spendere soldi destinati al gioco per altre cose?
  • ha mai trascurato se stesso o la sua famiglia a causa del gioco?
  • capita di giocare più ore di quanto prestabilito?
  • ha mai giocato per sfuggire da un grattacapo o da una angoscia?
  • ha mai pensato di compiere un crimine per coprire il gioco?

Chi rispondesse col “si” a sette o più domande, dovrebbe davvero valutare di chiedere assistenza.

Un’ altra possibilità è quella di eseguire uno specifico test, normalmente utilizzato dallo psicoterapeuta nella fase diagnostica, ma disponibile anche ad una utenza non specialistica.

Le tecniche psicoterapeutiche e psicoeducazionali non verranno trattate in questo capitolo ma riproposte a psicologi e psicoterapeuti nella parte del sito dedicata ai corsi di formazione.

E’ comunque utile sapere che normalmente, e di certo in base alla gravità e complessità dei casi, la terapia sul gioco d’ azzardo è multidisciplinare, potendo cioè richiedere l’ intervento di più specialisti e più tipi di intervento.

In genere è la “terapia individuale” ad essere seguita in prima battuta, ma a questa può essere aggiunta o sostituita la “terapia di gruppo” (da molti ritenuta la più efficace) o la “psicoeducazione di gruppo” (assai utile anche per gruppi di familiari).

Un altro approccio verso il controllo della compulsione, non di carattere scientifico ma spirituale, è quello praticabile coi “gruppi di auto-mutuo-aiuto”, dove il giocatore trova nei compagni di gruppo la credibilità data dall’ aver vissuto le medesime esperienze traendone sollecitazione al comportamento di controllo della compulsione.

4 – Chiedi aiuto

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