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Riordino dell’offerta di gioco d’azzardo – Finalmente nella giusta direzione!

Riordino dell’offerta di gioco d’azzardo – Finalmente nella giusta direzione!

 

Il Governo in tema di riordino dell’offerta del gioco d’azzardo ha presentato una proposta realista e di sicura efficacia alla riduzione dell’offerta e al contenimento dei potenziali danni; lo ha fatto con innegabile competenza specifica e considerando, di fatto nella sostanza dell’ impianto, per quel che valgono (ossia marginali e di limitata efficacia) le disposizioni sin qui emanate e sbandierate da Regioni (Lombardia in testa) e Comuni.

Gli Enti locali e quanti hanno cavalcato la “crociata delle distanze e del no-slot” anziché apprezzare il lavoro di sintesi e cogliere l’incisività delle disposizioni proposte, si stanno arroccando in difesa di regolamenti emanati in assenza di gran parte delle necessarie conoscenze del fenomeno.

In sintesi, il Governo propone di “ridurre l’offerta di gioco, sia dei volumi che dei punti vendita, attraverso:

  • l’eliminazione entro il 31 dicembre 2017 dell’offerta di gioco dai cosiddetti esercizi generalisti secondari (alberghi, esercizi commerciali, edicole, ristoranti, stabilimenti balneari, rifugi alpini, circoli privati, ecc.)
  • la progressiva riduzione, fino alla totale eliminazione nell’ arco di 3 anni, delle Awp nei pubblici esercizi (bar) e nelle rivendite di tabacchi, fatta eccezione per quelli in grado di innalzare il proprio livello qualitativo ottenendo la certificazione di tipo A.

Allo scopo di rendere credibili questi obiettivi, si legge ancora nella proposta, “… si propone al Parlamento di anticipare, al 31 dicembre 2017, la prevista riduzione di almeno il 30 percento delle Awp, a partire dai generalisti secondari e dai bar e dai tabacchi, con criteri dimensionali relativi alla superficie dei locali, da definire con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze entro il 30 aprile 2017″.

In parallelo, la proposta prevede di innalzare il livello qualitativo dei punti gioco.

“A tal fine si introduce la certificazione del punto gioco di categoria A, che risponda alle seguenti caratteristiche e/o ad altri criteri che verranno condivisi in sede di Conferenza con gli Enti locali:

  • l’accesso selettivo all’ingresso della sala
  • la completa identificazione dell’avventore, mediante il controllo con documento d’identità e della carta nazionale dei servizi (che permetterà il funzionamento delle nuove Awpr) e videosorveglianza
  • l’eliminazione di immagini eccessive che inducano al gioco
  • standard di arredo interno e luci, più segnaletica esterna che attesta la certificazione pubblica (modello ‘T’ di tabacchi)
  • rispetto di vincoli architettonici
  • formazione specifica per gli addetti anche con approccio di contrasto al gioco d’azzardo patologico
  • rispetto di limiti minimi sui volumi di spazio dedicati al gioco e sui numeri minimi e massimi di apparecchi adibiti al gioco
  • trasparenza delle comunicazioni in materia di gioco; obbligo di segnalazione di soggetti patologici ai servizi sociali del comune e divieto di accesso per persone soggette alla dipendenza del gioco d’azzardo patologico ed inserite in programma di recupero
  • la tracciabilità completa delle giocate e delle vincite
  • un collegamento diretto della sala con presidi di polizia e/o con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli mediante apparati di videosorveglianza interna, simili a quelli in dotazione ai tradizionali casinò
  • Le sale che ottengono la certificazione di tipo A non osserveranno i limiti delle distanze adottate dagli Enti locali sulla base di criteri che saranno definiti con gli Enti territoriali in preparazione del decreto applicativo.           

Perché tanta approvazione ? Perché  da tempo, come documentano interviste rilasciate in tra fine settembre a “La Discussione” e inizio ottobre in occasione di “Enada”, era stato auspicato proprio quanto contenuto nella proposta del Governo.

 

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